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Trasparenza

Intelligenza artificiale e AI Act.

Nei software che costruiamo l'intelligenza artificiale legge documenti, propone dati e prepara il lavoro. Non decide al posto delle persone. In breve, ecco come la usiamo e quali regole seguiamo.

Come la usiamo

L'IA aiuta, le persone decidono.

  1. 01

    Decide una persona

    L'IA controlla i documenti e propone dati e scadenze. Chi lavora li vede, li corregge e li conferma.

  2. 02

    Si sa quando c'è l'IA

    Se un sistema dialoga con le persone o crea contenuti, lo diciamo in modo chiaro.

  3. 03

    Rischio valutato prima

    Per ogni progetto verifichiamo in quale categoria dell'AI Act rientra. Niente usi vietati; per i sistemi ad alto rischio, gli obblighi previsti fin dal progetto.

  4. 04

    Dati protetti

    I dati servono solo al lavoro richiesto, nel rispetto del GDPR, con accessi personali e registro delle attività.

Le regole

Cosa prevede la legge.

Le regole sull'intelligenza artificiale si applicano per gradi, dal 2025 al 2028. Le principali:

  • AI Act, il Regolamento (UE) 2024/1689: la legge europea sull'intelligenza artificiale. Vieta alcuni usi, chiede requisiti rigorosi ai sistemi ad alto rischio e, per gli altri, soprattutto trasparenza: chi parla con un'IA deve saperlo.
  • Legge italiana sull'intelligenza artificiale, la legge 132/2025: si aggiunge all'AI Act, con principi come la trasparenza e il controllo delle persone.
  • GDPR: quando un sistema di IA tratta dati personali, valgono anche le regole sulla protezione dei dati.

Questo sito non usa chatbot né altri sistemi di intelligenza artificiale che dialogano con chi lo visita. Per domande sull'uso dell'IA nei nostri software scrivici dal modulo dei contatti o a info@pmptechfactory.it.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.